Le reazioni scatenate dalle parole di Tavecchio sul calcio femminile

Scompiglio e indignazione. Si può riassumere così lo stato d’animo della gente dopo le dichiarazioni di Tavecchio sul calcio femminile. “Credevamo che le donne fossero soggetti handicappati invece abbiamo riscontrato che sono molto simili agli uomini”  Questa la frase che ha scatenato un grande dibattito.

Ulivieri calcio femminile

Presidente dell’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac)

Il primo ad Intervenire è stato Renzo Ulivieri (presidente dell’Associazione italiana allenatori calcio Aiac). Il quale ha detto che Tavecchio aveva ideato lo slogan “Spogliati e gioca” per un progetto sul calcio femminile.”Il linguaggio di Tavecchio rispecchia il suo modo di essere così come certe frasi”. Aggiunge poi Ulivieri

”Nelle mani di Tavecchio il calcio femminile sta morendo, mentre in ogni parte del mondo, Palestina compresa, sta crescendo. Se dovessi dargli un consiglio mi rivolgerei come ha fatto sua moglie: ‘Ma chi te lo ha fatto fare?’. Ognuno deve essere consapevole dei propri limiti e della propria inadeguatezza”.

Parole questo che hanno scatenato la reazione di Leonardo Marras, coordinatore del dipartimento calcio femminile della Figc.

“Sono rimasto meravigliato dall’accusa di sessismo rivolta da Ulivieri a Carlo Tavecchio: è una barbaria”. Risponde indignato Marras. “Quello era uno slogan provocatorio – spiega il dirigente – Stava a significare che bisognava spogliarsi dei pregiudizi che investono il calcio femminile. Dargli una connotazione sessista è una grandissima sciocchezza. Ulivieri è persona per bene, mi stupisco molto che l’abbia letto così”. In difesa di Tavecchio si erano schierati anche il presidente della Lazio Lotito e la presidentessa della Lazio Femminile Elisabetta Cortani. “Sono convinta che le frasi di Carlo Tavecchio siano state intenzionalmente strumentalizzate”: “Ho vissuto con il presidente della Lnd il passaggio dalla divisione calcio femminile al dipartimento calcio femminile, che lui stesso ha sempre sostenuto, anche attraverso contributi economici. Tavecchio da oltre due anni sta provando a coinvolgere i club maschili nel sostentamento del settore femminile”.

Sulla querelle Tavecchio intervengono anche Patrizia Panico (capitana della nazionale italiana di calcio femminile) e Elisa Zilioli (capitana del Brescia Femminile) intervistate da Il Fatto Quotidiano. “Non me la sento di condannarlo, è stata un’incapacità espressiva”, sostiene Patrizia Panico.  Di parere del tutto diverso, bensì, Elisa Zizioli,: “E’ una cosa scandalosa, mi sento offesa come donna e come calciatrice. Penso che sia una persona davvero poco adatta a esercitare un ruolo così importante”. Entrambe però sono d’accordo sul loro candidato ideale, che è Demetrio Albertini.

calcio femminile panico

Patrizia Panico capitana della nazionale italiana di calcio femminile

Anche la politica doveva dire la sua sulle parole di Tavecchio. In difesa di Tavecchio si schiera l’europarlamentare di Forza Italia Laura Comi, durante un suo intervento alla trasmissione di Rai3 Agorà “Si discute di pari opportunità: ben venga anche nel calcio femminile. Ritengo che l’affermazione di Tavecchio sia stata un’uscita infelice, tuttavia è stata strumentalizzata. Ciascuno deve avere le sue competenze: sono sicura che le squadre prenderanno le loro decisioni. Oltre a valutare la frase, bisogna anche parlare del supporto che Tavecchio ha fornito alle squadre femminili e di tutto quello che ha fatto anche in Africa. I fatti dimostrano il contrario di una frase infelice che ha detto”.

Di tono decisamente diverso le affermazioni della deputata del PD Daniela Sbrollini

“DaVicepresidente della Commissione Affari Sociali, ma anche da appassionata di calcio, voglio esprimere tutta la mia indignazione  riguardo Carlo Tavecchio. Dopo le affermazioni razziste dei giorni scorsi ha espresso parole molto discriminanti e offensive nei confronti del calcio femminile. Con le sue parole Tavecchio ha chiamato in causa il 54% di chi pratica sport. Questa è infatti la grande percentuale, destinata ad aumentare, delle sportive italiane».

«Il Presidente della federazione che impersona la più grande comunità di sportivi e tifosi in Italia deve risultare credibile – continua Sbrollini – Il Governo non può far finta di niente: da donna, da sportiva e da rappresentante della maggioranza degli italiani, non posso non sottolineare che il nostro Paese sta investendo in credibilità. Il calcio, che è un prodotto tipico e d’eccellenza del nostro Paese, merita un rappresentante credibile, saggio e pulito. Rimane, tuttavia, lo stupore per l’evidente differenza tra le dichiarazioni del candidato Tavecchio e quanto riportato nel suo programma di candidatura».

«Chiedo al Presidente Renzi e al Sottosegretario con delega allo Sport Del Rio una decisa presa di posizione che sono sicura non tarderà. Lo sport è un potente mezzo di sviluppo individuale, fulcro della solidarietà e dell’integrazione sociale. Appare chiara, quindi, la necessità di avvalersi di “guide” all’altezza e in linea con il compito».

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